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<DIV style="FONT: 10pt arial">----- Original Message -----
<DIV style="BACKGROUND: #e4e4e4; font-color: black"><B>From:</B> <A
title=usiait1@virgilio.it
href="mailto:usiait1@virgilio.it">usiait1@virgilio.it</A> </DIV>
<DIV><B>To:</B> <A title=sc-lavoro@lists.riseup.net
href="mailto:sc-lavoro@lists.riseup.net">sc-lavoro@lists.riseup.net</A> ; <A
title=sinistracriticarm@lists.riseup.net
href="mailto:sinistracriticarm@lists.riseup.net">sinistracriticarm@lists.riseup.net</A>
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<DIV><B>Sent:</B> Friday, August 07, 2009 8:29 PM</DIV>
<DIV><B>Subject:</B> [sc-lavoro] Giovane marocchina si suicida perché
"clandestina"</DIV></DIV>
<DIV><BR></DIV>Compagni e compagne, succede anche questo come effetto della
barbarie e delle leggi razziste che abbiamo nel nostro paese...una volta, si
suicidavano i cassaintegrati, che non riuscivano a reggere di non stare al
lavoro "come gli altri", come se fosse una vergogna essere messi in cassa, ora
nel terzo millennio e nel "belpaese", tra una aggressione, le ronde e altre
schifezze, dovremo combattere anche questo effetto micidiale, anche nelle
prossime mobilitazioni tra il 20 e 30 settembre e nella manifestazione nazionale
del 17 ottobre a Roma, dovremo gridarlo forte il nostro dissenso su queste leggi
e agire per "disobbedire" nei luoghi di lavoro, nelle scuole e università, nei
quartieri al ruolo di complici o di acquiescenti di questa
mostruosità.<BR>Saluti R.M. Circolo Lavoro di Roma di Sinistra
Critica <BR><BR>
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style="WORD-WRAP: break-word; webkit-nbsp-mode: space; webkit-line-break: after-white-space"><B>Giovane
marocchina si suicida perché condannata alla
"clandestinità"</B></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV></DIV>
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<DIV><BR>
<DIV id=testo>Bergamo, 7 agosto 2009. Nel Bergamasco la condizione degli
immigrati "irregolari" è assolutamente disperata. Attivisti del Gruppo EveryOne
hanno avuto modo di incontrare, nei giorni scorsi, numerosi "clandestini"
provenienti soprattutto dall'Africa, constatando una vera e propria tragedia
umanitaria. Donne incinte che non si recano in ospedale e malati gravi che non
accedono più alle cure sanitarie, per timore di essere denunciati e deportati.
Genitori che nascondono i bambini, per timore di perderli, in quanto
impossibilitati a registrarli e ad offrire loro condizioni di vita sufficienti a
evitare che le autorità li sottraggano loro. Sospetti casi di Tbc e altre
malattie contagiose, fra cui l'influenza <SPAN class=Apple-style-span
style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial">A/H1N1: malattie che si diffondono
fuori controllo, perché i migranti non si recano presso le strutture sanitarie.
Sui bimbi, inoltre, <SPAN class=Apple-style-span
style="FONT-SIZE: 12px; FONT-FAMILY: Helvetica">non possono essere eseguite la
vaccinazioni obbligatorie dell'età evolutiva: antidifterite, antitetanica,
antipolio e antiepatite B né quelle raccomandate dalle Istituzioni sanitarie:
antimorbillo, antirosolia, antiparotite e antipertosse. In questo clima di
persecuzione, che vede tanti nuclei familiari vivere nascosti come la famiglia
di Anna Frank durante l'Olocausto, si registrano già diverse vittime. Bambini
nati in condizioni igieniche terribili. Malati gravi che si spengono fra atroci
sofferenze, privati di ogni terapia. Persone fragili che scelgono di togliersi
la vita, le cui morti sono spesso imputate a "incidenti" dagli inquirenti che
non vogliono sentir parlare di persecuzione etnica. La giovane marocchina F.A.,
27 anni, si è uccisa ieri gettandosi nelle acque del fiume Brembo, a Ponte San
Pietro (Bergamo). Si è suicidata perché era clandestina, non riusciva a
regolarizzarsi ed era consapevole che con la legge n. 94/2009 sulla
sicurezza, la sua presenza in italia sarebbe diventata un reato, che l'avrebbe
condannata a vivere senza diritti, in attesa della deportazione. Il corpo della
giovane è stato notato da alcuni passanti ieri sera, sotto il ponte del centro
storico. Il fratello della ragazza, Mohammed, che ha un regolare permesso
di soggiorno e vive a Ponte San Pietro, ha raccontato il dramma della sorella,
dramma che l'ha condotta a una depressione senza uscita. "Era terrorizzata dalla
scadenza di domani, giorno in cui la clandestinità diventa reato," ha detto fra
le lacrime, incapace di accettare l'ennesima tragedia causata dal razzismo
istituzionale.<BR></SPAN></SPAN></DIV>
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