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<b>NAPOLITANO e BERLUSCONI UNITI NELLA GUERRA</b><br>
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<b>consiglio SUPREMO di difesa - AVANTI CON LE MISSIONI ALL'ESTERO</b><br>
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Identificativo: SS20091112018AAA<br>
Data: 12-11-2009<br>
Testata: IL SOLE 24 ORE<br>
Riferimenti: POLITICA E SOCIETA'<br>
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Pag. 18<br>
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LA GIORNATA - CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA<br>
«Mantenere il contributo alle missioni all'estero»<br>
Riunione presieduta da Napolitano La preoccupazione di Tremonti per i
costi<br>
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«Mantenere fermo» il contributo militare italiano nelle missioni
internazionali. Il Consiglio supremo di Difesa, riunitosi ieri al
Quirinale sotto la presidenza di Giorgio Napolitano, ha esaminato la
situazione in atto nei Balcani, in Asia Centrale ed in Medio Oriente e,
in particolare, le missioni Isaf in Afghanistan ed Unifil in Libano. Č
stata evidenziata – come informa un comunicato del Quirinale – «la
rilevanza strategica degli obiettivi di sicurezza e di stabilizzazione
che gli interventi militari e di cooperazione civile in atto in quelle
aree rivestono per la Comunitą internazionale e per il nostro paese».<br>
Particolare attenzione č stata posta sull'aspetto relativo ai costi
delle missioni. Una preoccupazione in tal senso č stata espressa dal
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ed anche il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, ha assicurato un attento monitoraggio. In
questo contesto, sono state illustrate nel costo della riunione le
risultanze dei lavori della «Commissione di alta consulenza e studio
per la ridefinizione complessiva del sistema di difesa e sicurezza
nazionale», istituita nello scorso mese di gennaio su iniziativa del
ministro della Difesa, Ignazio La Russa. I membri del Consiglio –
informa la nota del Colle – hanno convenuto sull'esigenza di procedere
in tempi brevi all'attuazione concreta «di provvedimenti di
razionalizzazione e di qualificazione della spesa necessari per
consentire alle Forze Armate di far fronte efficacemente ai loro
compiti di istituto e, in particolare, ai crescenti impegni operativi
internazionali nell'attuale critica contingenza di ridotte
disponibilitą finanziarie».<br>
Ovviamente, il permanere della presenza italiana su tutti gli scenari
indicati non potrą non tener conto «del mutare delle situazioni in
loco». Č il caso del Libano, come ha ricordato espressamente lo stesso
Napolitano lo scorso 3 novembre nel corso della sua visita al
contingente, con l'imminente cambio della guardia alla guida della
missione. L'Italia ha assunto impegni importanti. Mantenerli «č motivo
di prestigio e impegno d'onore», e non vi č «nulla di automatico» nella
riduzione del contingente se il comando della missione fosse trasferito
a un ufficiale di altra nazionalitą.<br>
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Foto: Il tavolo. Giorgio Napolitano (in alto al centro) presiede la
riunione<br>
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Il Sole 24 ORE S.p.a. - Tutti i diritti riservati<br>
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