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<div style="word-wrap: break-word;"><b>16 maggio: ricordiamo
l'insurrezione dei Rom e Sinti ad Auschwitz</b>
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<div><br>
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<div>OGGI 16 maggio, l'associazione La Voix des Rroms celebra per la
prima volta
in Francia il 66° anniversario dell'insurrezione dei Rom e Sinti ad
Auschwitz-Birkenau. Raymond Guèreme, sopravvissuto ai campi e
protagonista della Resistenza testimonierà la sua esperienza. La
canzone che gli dedicarono le sue sorelle, anche loro internate nei
campi, come tutti i Rom catturati dai nazisti, sarà interpretata, con
la partecipazione di trenta artisti, durante la celebrazione. <u><big><big><b>Ecco
l'emozionante
video che presenta l'evento:</b></big></big></u>
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<div><font class="Apple-style-span" color="#000000"><big><big><big><a
href="http://www.youtube.com/watch?v=bRpAWRSnxgY">http://www.youtube.com/watch?v=bRpAWRSnxgY</a></big></big></big><br>
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</font></div>
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<p align="">Qui
di seguito, l'articolo di due due anni fa su La Voix des Rroms , per
ricordare la pagina tragica e gloriosa dei Rom e Sinti chiusi nello
Zigeunerlager di Auschwitz e tradotta in francese dal prof. Saimir Mile
per "La Voix des Rroms". </p>
<p align="">"Per opporre alla
discriminazione dei Rom ragioni di civiltà è fondamentale celebrare
ogni anno, nelle ricorrenze, la memoria delle vittime Rom
dell’Olocausto," ha scritto recentemente l'autore nel corso di un
progetto per la Croce Rossa. "Scrissi il brano che segue il 16 maggio
2008, per ricordare una pagina di memoria del Samudaripen e dei suoi
martiri, che nello stesso giorno, nel 1944, vergarono con il sangue una
pagina indimenticabile di resistenza ed eroismo ad Auschwitz, la
«fabbrica della morte».</p>
<p align=""><b>Siamo tutti Rom</b></p>
<div>Per
opporre alla discriminazione dei Rom ragioni di civiltà è fondamentale
celebrare ogni anno, nelle ricorrenze, la memoria delle vittime Rom
dell’Olocausto. Scrissi il brano che segue il 16 maggio 2008, per
ricordare una pagina di memoria del Samudaripen e dei suoi martiri, che
nello stesso giorno, nel 1944, vergarono con il sangue una pagina
indimenticabile di resistenza ed eroismo ad Auschwitz, la «fabbrica
della morte».</div>
<div><br>
</div>
<div>Il 16 maggio 1944 4.000 Rom
internati nello zigeunerlager di Auschwitz decisero di opporsi ai loro
aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli
nelle camere a gas. Di fronte a un’umanità ridotta in condizioni
pietose – formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e
capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina
di oppressione morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a
decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche
le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni,
spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Rom di Auschwitz dissero:
«No!».</div>
<div>«Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate
uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti,
sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla
salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva
dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. Non
annienterete le nostre famiglie, cui avete già tolto i doni preziosi
della libertà e della dignità. Non lasceremo alle vostre mani rapaci,
ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle
nostre vite, la santità dell’amore che unisce le nostre famiglie in un
popolo povero, ma fiero». Le mamme stringevano al petto i bimbi più
piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo zigeunerlager
finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della
vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in
un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte
davanti a quell’eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le
pallottole e le baionette con la carne nuda. Le SS si ritirarono,
portando con sé molti cadaveri tedeschi. Solo il 2 agosto 1944 i
nazisti – dopo aver ridotto in fin di vita la popolazione Rom
prigioniera della «fabbrica della morte», limitando al minimo il suo
sostentamento alimentare – riuscirono a liquidare lo zigeunerlager.
2.897 eroi Rom furono assassinati in una sola notte nelle camere a gas
di Birkenau.</div>
<div>Oggi, 16 maggio 2008, siamo di fronte agli
eredi dei carnefici di Hitler. I mandanti del nuovo crimine di massa
sono quegli uomini e quelle donne che vediamo ogni giorno sulle pagine
dei giornali e in TV, sorridenti, pieni di boria, rifatti dal lifting e
dal trucco, con le bocche ghignanti piene di parole che suonano come
«legalità», «giustizia», «sicurezza», ma che significano persecuzione,
razzismo e morte. Li vediamo ogni giorno e non hanno più colore
politico, perché sono uniti e uniformati dall’odio. Non hanno rispetto
di niente: non della vita, non dei diritti umani, non delle leggi
universali, non della nuova Europa che si oppone ai pregiudizi. Hanno
istigato violenze e pogrom in tutta Italia, ingannando le masse con
calunnie razziste e incitamenti alla violenza xenofoba. Non li
fermeremo, noi che vediamo ancora la luce dei Diritti Umani, noi che
adesso siamo tutti Rom, noi che vogliamo essere Rom perché vogliamo
essere giusti, non li fermeremo se non decidiamo fin da adesso di
ereditare l’orgoglio dei Rom di Auschwitz e non ci prepariamo a
schierarci accanto alle famiglie perseguitate, sfidando le autorità che
non rappresentano più nulla, le divise che non rappresentano più nulla,
le più alte cariche dello Stato che hanno tradito ogni valore, che non
hanno il diritto ad esprimersi a nome di un popolo, di una civiltà di
un’umanità che – fra tanti orrori – ha creato anche un testo che è un
impegno a costruire un futuro migliore per tutti: la Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani. </div>
<br>
</div>
<div>Traduzione in francese su "La Voix des Rroms": <a
href="http://www.blogg.org/blog-44189-offset-105.html">http://www.blogg.org/blog-44189-offset-105.html</a></div>
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<div><b>Per ulteriori informazioni:</b></div>
<div>ROBERTO MALINI Gruppo EveryOne</div>
<div>+39 393 4010237 :: 39 331 3585406</div>
<div><a href="mailto:info@everyonegroup.com">info@everyonegroup.com</a> :: <a
href="http://www.everyonegroup.com/">www.everyonegroup.com</a></div>
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