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<h1><small><small>CHI NON SI OPPONE è COMPLICE</small></small></h1>
<br>
<u><b><big><big><br>
con l'aiuto italiano i caccia avenger sparano a volontà proiettili
all'uranio impoverito</big></big></b></u><br>
<blockquote cite="mid:4C3CF182.3020404@tin.it" type="cite">
<h1><br>
<span style="" lang="IT"></span></h1>
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<p class="MsoNormal">Da l’espresso<span style="">
</span>12-luglio-2010</p>
<h6><strong><span style="font-size: 6.5pt;" lang="IT">Afghanistan</span></strong><span
style="" lang="IT"><o:p></o:p></span></h6>
<h2><span style="" lang="IT">Bala Murghab, raid all'uranio<o:p></o:p></span></h2>
<p class="MsoNormal"><em><span style="" lang="IT">di Gianluca
Di Feo</span></em><span style="" lang="IT"> <o:p></o:p></span></p>
<p class="p1"><span style="" lang="IT">Nella zona dove operano
gli alpini italiani, il 2 e il 3 luglio scorsi l'aeronautica americana
ha
scatenato gli Avenger, che sparano proiettili a uranio impoverito.
Silenzio
completo sulla vicenda da parte del nostro comando<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="" lang="IT">(12 luglio 2010)<o:p></o:p></span></p>
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style="" lang="IT">L'inizio di luglio è stato particolarmente caldo
per gli alpini impegnati
in Afghanistan. Ancora una volta la battaglia è divampata intorno alla
base di
Bala Murghab, la fortezza da cui <st1:personname productid="la Nato"
w:st="on">la Nato</st1:personname> controlla la frontiera con il
Turkmenistan, strategica
per il traffico di oppio e i rifornimenti dei talebani.<br>
<br>
E ancora una volta gli scontri sono rimasti nel silenzio: nei
comunicati dello
Stato maggiore Difesa non c'è traccia. Invece i bollettini statunitensi
permettono di capire l'intensità dei combattimenti, fornendo un
bilancio
sintetico dei bombardamenti. <br>
<br>
Negli ultimi mesi il Pentagono aveva ridotto al massimo i raid aerei
per
evitare di colpire la popolazione civile: ci sono intere giornate in
cui gli
stormi alleati non sganciano nemmeno una bomba. Invece il 2 e il 3
luglio nel
distretto affidato al comando italiano c'è stato fuoco a volontà. Con
l'impiego
- reso noto per la prima volta - dei proiettili ad uranio impoverito,
sparati
dai caccia A10 Avenger americani: si tratta delle munizioni al centro
di una
lunghissima discussione sui danni trasmessi alle truppe, più volte
indicati
come responsabili delle leucemie e dei tumori dei reduci, senza
tuttavia
arrivare a una certezza scientifica.<br>
<br>
In base alle comunicazioni dell'Us Air Force Central Comand all'inizio
le
squadriglie si sono limitate a proteggere le colonne di soldati,
passando con i
motori a tutta potenza e facendo piovere bengala luminosi per
intimidire i
talebani. Un'attività a cui sembra di capire avrebbero partecipato
anche i
caccia Amx dell'Aeronautica stanziati sulla pista di Herat: jet che non
possono
usare bombe e hanno solo compiti di ricognizione. Infatti quando sono
cominciati i combattimenti sono entrati in scena gli stormi americani.
All'inizio i terribili A-10 Thunderbolt - che più spesso vengono
chiamati
Avenger ossia Vendicatori - con un cannone a tiro rapido che spara
proiettili a
uranio impoverito. I "vendicatori" hanno seminato raffiche devastanti
sulle postazioni degli "insorti". </span>
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</script><span style="" lang="IT"><br>
<br>
Poi sono arrivati i B1 Lancer, i più grandi bombardieri statunitensi,
che hanno
sganciato "multiple precision guided munitions": una serie di bombe
di precisione, con più attacchi contro i rifugi dove si erano appostati
i
talebani. Il risultato delle incursioni - recita il bollettino dell'Us
Air
Force - è stato "un successo" e avrebbe messo a tacere la resistenza.
<br>
<br>
Ma l'indomani la battaglia è ricominciata. Sabato 3 luglio, mentre gli
italiani
affollavano le spiagge per il weekend di afa, nei monti desertici di
Bala
Murghab alpini, marines e fanti afghani riprendevano a sparare.<br>
<br>
In cielo sono comparsi gli F16 Fighting Falcon americani. La loro
presenza
all'inizio ha intimidito i talebani, che avevano già subito un giorno
di
bombardamenti. Poi gli scontri sono aumentati, con contrattacchi dei
miliziani.
I caccia americani prima hanno fatto fuoco con i cannoni di bordo,
scagliando
raffiche da venti millimetri. Quindi sono passati alle bombe: anche in
questo
caso "multiple", sintesi burocratica che in genere indica numerosi
ordigni fatti cadere sugli appostamenti segnalati dalle truppe a terra.
Anche
in questo caso, i raid sono stati "un successo". E a Bala Murghab -
almeno stando ai comunicati Usa - è tornata la calma nella "missione di
pace" italiana.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="span1">© Riproduzione riservata</span>
</p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
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<blockquote cite="mid:4C34F668.5060309@tin.it" type="cite">
<blockquote cite="mid:4C30D573.7030704@tin.it" type="cite">
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<br>
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